Tipo Ricetta
Difficoltà
Provenienza
Gli involtini di maiale alla marchigiana sono un piatto regionale molto nutriente e adatto specialmente per la stagione autunnale e invernale. Possono anche essere serviti come piatto unico, accompagnati da un ottimo vino rosso.
Gli agnolotti sono una tipica pasta fresca della tradizione culinaria piemontese. In origine le donne che preparavano a mano questa pasta utilizzavano soprattutto gli avanzi di carne dei giorni precedenti. Oggi gli agnolotti rappresentano un primo appetitoso e sostanzioso, da abbinare a un secondo leggero.
Una ricetta molto ricca, la cui buona riuscita dipende sia dalla qualità dei tagli di carne scelti, sia dalla varietà dei sughetti proposti in abbinamento.
Un classico della cucina piemontese; l’uso del Barolo conferisce al tradizionale brasato un aroma inconfondibile.
Forse la ricetta piemontese per antonomasia. Interrompete il conteggio delle calorie e lasciatevi andare! Le dosi e le tipologie di prodotti da friggere sono estremamente variabili e lasciati alla fantasia culinaria del cuoco di turno.
Una versione particolarmente ricca e sostanziosa delle classiche scaloppine di vitello.
Un primo piatto rustico che per i piemontesi è sinonimo di “festa”.
Il baccalà alla vicentina è una specialità tipica della cucina veneta. Nonostante la ricetta sia abbastanza elaborata e richieda un po’ di tempo, il risultato è un piatto prelibato, dal successo garantito.
L’erbazzone è una pietanza tipica di Reggio Emilia. Viene chiamato anche scarpazzone, italianizzando il termine dialettale “scarpazoun”. A Carpineti nel mese di Luglio vengono dedicati addirittura 3 giorni alla fiera di questo prodotto. Tradizionalmente viene cotto nel forno a legna sopra di uno stampo rotondo di rame con tre piedi e manico in metallo incernierato in centro per poterlo ruotare tranquillamente in base alla temperatura.
Sfogliando i ricettari dedicati ai più tradizionali piatti di carne della cucina milanese, si nota che al manzo è sempre preferito il vitello. L’ ossobuco, la costoletta, il rostin negà, richiedono infatti, nella loro originale preparazione, esclusivamente l’ uso di questo tipo di carne. Il motivo di tale scelta è la sua morbidezza. Il vitello, per essere tenero, non deve superare il peso di 300 kg e aver ricevuto un’ alimentazione solo a base di latte.
